FU COSTRUITO IL CIMITERO 1247 Et bailliviae ranverso Aymar Falco erano nate a causa delle grandi distanze che i questuanti dovevano percorrere. Alla metà del XIII secolo, secondo lo storico antoniano, le Bailliviae erano già distribuite in maiores seu generales e minores seu inferiores, ma saranno chiamate in seguito commendae e praeceptoriae38.
FU COSTRUITO IL CIMITERO 1247 Et bailliviae ranverso Aymar Falco erano nate a causa delle grandi distanze che i questuanti dovevano percorrere. Alla metà del XIII secolo, secondo lo storico antoniano, le Bailliviae erano già distribuite in maiores seu generales e minores seu inferiores, ma saranno chiamate in seguito commendae e praeceptoriae38.
eAlla morte di Gastone, il suo posto fu occupato da un sacerdote, Etienne, che
divenne il secondo gran maestro fino all’anno della sua morte, avvenuta, sembra, nel
1131. Sotto la sua responsabilità, secondo il Falco, fu costruito il primo ospedale
attiguo alla domus, il Maius hospitale, destinato alle persone colpite da ignis sacer36.
La crescita molto rapida della comunità pose i confratelli in contrasto con i
benedettini di Montmajour, che godevano del patronato sulla chiesa di SaintAntoine. I primi problemi sorsero, secondo il Falco, già dalla fine del XII secolo: i
benedettini avrebbero cercato di ostacolare la costruzione di una cappella per i
fratelli ospedalieri antoniani37. I seguaci di Gaston si diffondevano rapidamente nei
Dipartimenti circostanti, e ai primi del XIII iniziarono a organizzare la loro presenza
sul territorio: seguendo i ‘corsi di questua’, si crearono nuove case, subalterne a
quelle che avevano inviato i questuanti, nei luoghi in cui un determinato punto
d’appoggio, ad esempio una chiesa, era divenuto centro di aggregazione per i fedeli.
Le case, seguendo il modello gerosolimitano, vennero chiamate Bailliviae, e secondo
Aymar Falco erano nate a causa delle grandi distanze che i questuanti dovevano
percorrere. Alla metà del XIII secolo, secondo lo storico antoniano, le Bailliviae
erano già distribuite in maiores seu generales e minores seu inferiores, ma saranno
chiamate in seguito commendae e praeceptoriae38.
Vista la grande diffusione, la fraternità dovette dotarsi del primo statuto, che si
trovava trascritto in extenso all’articolo 3 dell’Inventaire ed è stato pubblicato da
Henri Tribout de Morembert nel 196539, ma era già noto nella traduzione francese
del Dassy40. Secondo quanto è stato riportato nell’Inventaire des titres, lo statuto
risalirebbe al 1202. In realtà, poiché è dichiarato che fu concesso dal legato
apostolico Guatier, vescovo di Tournai41, il documento dovrebbe risalire al 1232-
36 FALCO, Antonianae Historiae, op. cit., fol. 55r-v. Le fonti relative al Grande ospedale sono
custodite per la maggior parte in ADR, 49 H 391-421 (1312-1785). Si è scelto di destinare un apposito
capitolo all’attività di assistenza prodigata dagli antoniani, cfr. infra, cap. VI. 37 Tuttavia, la cappella fu costruita e consacrata nel 1247, e di lì a poco fu realizzato anche un
cimitero. Cfr. FALCO, Antonianae Historiae, op. cit., f. 47r e f. 61v. 38 FALCO, Antonianae Historiae, op. cit., f. 60r-62v. 39 TRIBOUT DE MOREMBERT, Le prieuré Antonins de Rome, op. cit., p. 190-192. 40 L-T. DASSY, L’Abbaye de Saint Antoine en Dauphiné. Essai historique et descriptif, Baratier,
Grenoble 1844, p. 76-79.
41 Su questo legato pontificio cfr. Y. SOSSAT, Remarques sur la légation de l’évêque Gautier de
Tournai dans le Midi de la France (1232-1233), «Annales du Midi», 75 (1963), p. 77-85 ; J. PYCKE,
Gautier de Marvis, évêque de Tournai de 1219/1220 au 16 février 1252, in Dictionnaire d’Histoire et
de Géographie ecclésiastiques, XX, Letouzey et Ané, Paris 1982, col. 95-97.
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3342. La convivenza tra i confratelli, dunque, era inizialmente regolata da questo
documento, che appare quasi una sintesi della regola di san Benedetto, nota agli
antoniani per i contatti con il vicino priorato di Montmajour43. Nello statuto era
stabilito che i membri della comunità osservassero il silenzio assoluto durante le
letture, mangiassero nelle ore stabilite e con moderazione, si alzassero di buon
mattino per la recita delle preghiere, vestissero modestamente, che non fossero
promiscui e che evitassero di allontanarsi dalla comunità senza motivo e di
frequentare luoghi sconvenienti. Dallo statuto si evinceva, inoltre, che la comunità
antoniana non era esclusivamente maschile, perché tam fratres quam sorores erano
tenuti ad obbedire al gran maestro44, il quale aveva la responsabilità sul buon
andamento della comunità e sulla salvezza delle anime dei confratelli45.
Il Maillet-Guy, sulla base dell’Inventaire des titres e di documenti e opere a
sua disposizione46, ha stilato la lista dei gran maestri della fraternità antoniana4
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