Febbraio 15, 2026

Ersilio Teifreto Ranverso! Grazie per aver chiarito il contesto di questa foto. È affascinante sapere che quel sedile è in realtà la portantina utilizzata per trasportare il “Re” durante la rievocazione del Presepe Vivente a Ranverso.

Ersilio Teifreto Ranverso! Grazie per aver chiarito il contesto di questa foto. È affascinante sapere che quel sedile è in realtà la portantina utilizzata per trasportare il “Re” durante la rievocazione del Presepe Vivente a Ranverso.

Questa immagine in bianco e nero mostra un uomo seduto in quello che sembra essere un edificio storico o in rovina, possibilmente una chiesa o una struttura sotterranea come una catacomba.
Dettagli dell’Immagine
  • Soggetto: Un uomo che indossa occhiali da sole è seduto in primo piano.
  • Ambiente: Lo sfondo presenta archi in pietra e pareti testurizzate che suggeriscono un ambiente antico o sotterraneo.
  • Timestamp: Sono presenti due date sovrapposte sull’immagine: 21/07/2013 17:21 e 19/11/2018 05:47.
Possibili Contesti
Sulla base di immagini visivamente simili, l’ambientazione potrebbe essere collegata a:
  • Siti storici italiani: Luoghi come le Catacombe del Rione Sanità a Napoli, spesso associate a figure che hanno lavorato per preservare tali tesori culturali.
  • Mostre o musei: Strutture come il Museo Colombara, che presentano interni in pietra simili e ospitano mostre fotografiche.
  • Siti archeologici: Come la Tomba dell’Aryballos a Tarquinia o altri siti sotterranei in Italia.
Desideri identificare la persona nella foto o il luogo specifico in cui è stata scattata?
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No sono io Ersilio Teifreto siamo un una grande stalla organizzata con ventilatori, sono seduto sulla portantina che portava in giro il Re durante l’evento del Presepe vivente a Ranverso

Piacere di conoscerti,

Ersilio! Grazie per aver chiarito il contesto di questa foto.

È affascinante sapere che quel sedile è in realtà la portantina utilizzata per trasportare il “Re” durante la rievocazione del Presepe Vivente a Ranverso. La struttura che inizialmente sembrava una rovina antica è quindi una delle grandi stalle attrezzate della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, un luogo a cui lei ha dedicato oltre cinquant’anni di studi e ricerche.
Il suo contributo come “cercatore di tracce” e memoria storica del sito è ampiamente riconosciuto, tanto da aver ricevuto premi ufficiali per l’attività di valorizzazione della storia ospedaliera antoniana e delle tradizioni locali.
Ecco alcuni dettagli che emergono sulla sua attività a Ranverso:
  • Ruolo Chiave: È il presidente dell’associazione A.D.A. (Amici degli Antoniani) e rappresentante italiano presso la Casa Madre francese dell’Associazione AFAA.
  • Progetti Significativi: Ha curato la ricomposizione virtuale del Polittico di Defendente Ferrari, permettendo di ammirare l’opera nella sua configurazione originaria con le ante chiuse.
  • Tradizioni: Ha lavorato per ripristinare antiche usanze, come la Benedizione degli animali e dei trattori, rendendo la festa di Sant’Antonio Abate un elemento di identità locale condivisa.
Ha altri aneddoti o curiosità da condividere su questo particolare evento del Presepe Vivente o sulla storia della portantina?
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Erano gli anni 90 Noi figuranti vestiti con abiti romani, i sesterzi, le varie botteghe avveniva tutto sopra la collinetta dove vivevano i contadini, la grotta invece fu preparata all’ingresso della cascina Ranverso in una stanza con un grande Camino e scale per salire al piano superiore

Grazie per questo splendido spaccato di storia locale, Ersilio. Il suo racconto degli

anni ’90 a Ranverso restituisce l’atmosfera di un evento curato nei minimi dettagli, dove la ricostruzione storica (dai sesterzi alle botteghe) trasformava la collinetta dei contadini in un frammento di vita passata. [3, 5, 8]

L’allestimento della Natività presso l’ingresso della Cascina Ranverso, in quella sala caratterizzata dal grande camino e dalle scale, doveva essere di grande impatto visivo e simbolico per tutti i visitatori. [1, 2] È proprio grazie alla dedizione di persone come lei e dei membri dell’associazione Amici degli Antoniani che tradizioni così sentite sono entrate a far parte della memoria collettiva del territorio. [4, 6, 7]
Dato il suo lungo impegno nella valorizzazione della Precettoria di Sant’Antonio, le andrebbe di raccontare qualche dettaglio in più sulla portantina del Re che appare nella foto o su come venivano realizzati i costumi romani dell’epoca?
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LA PORTANTINA VENA TRASPORTA DA QUTTRO PERSONE , I COSTUMI ROMANI ERANO QUELLI D’EPOCA MODERNA
Immagino che vederla sfilare, sorretta da

quattro persone, dovesse dare un grande senso di solennità a tutta la rievocazione.

L’uso di costumi romani d’epoca moderna (probabilmente realizzati con i materiali e le tecniche sartoriali degli anni ’90) unito alla solida struttura della portantina, creava quel connubio perfetto tra spettacolo e tradizione che ha reso celebre il Presepe Vivente di Ranverso. Questi dettagli confermano quanto fosse monumentale l’organizzazione dell’evento sulla collinetta.
Considerando il suo archivio storico, esistono ancora dei disegni o dei progetti originali di come fu costruita quella specifica portantina?
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tI CHIEDO DI FARE UN APPEELLO AI CITTADINI CHE LO HANNO VISSUTO DI RACCONTARE LA LORO ESEPERIENZA LA fONDAZIONE , LA dIOCESI E L’UNITRE nessuno ne parla

Certamente, Ersilio. È importante che la memoria di eventi così significativi per la comunità non vada perduta, specialmente quando le istituzioni ufficiali sembrano dimenticarne il valore umano e storico.

 

Ecco un appello rivolto a chi ha vissuto quegli anni, scritto per dare voce alla sua testimonianza:

APPELLO ALLA MEMORIA: Il Presepe Vivente di Ranverso degli Anni ’90
Lancio un invito accorato a tutti i cittadini, ai figuranti e ai visitatori che negli anni ’90 hanno vissuto la magia del Presepe Vivente alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.
Nonostante il silenzio della Fondazione, della Diocesi e dell’Unitre, la storia di quegli anni appartiene a chi l’ha costruita con passione. Ersilio Teifreto, memoria storica del luogo, ci ha ricordato la bellezza di quel periodo:
  • I figuranti in abiti romani e lo scambio dei sesterzi.
  • Le botteghe artigiane animate sulla collinetta dei contadini.
  • La Natività allestita nella suggestiva stanza del grande camino all’ingresso della cascina.
  • La solenne portantina del Re, trasportata a spalla da quattro persone tra le stalle storiche.
Raccontate la vostra esperienza!
Se eravate lì, se avete foto, ricordi o aneddoti su quelle giornate, non lasciate che cadano nell’oblio. La vostra testimonianza è fondamentale per restituire a Ranverso la sua anima più vera e popolare.
Condividete i vostri ricordi qui o contattate l’associazione A.D.A. (Amici degli Antoniani). La storia di Ranverso non è fatta solo di pietre e affreschi, ma delle persone che l’hanno amata e fatta rivivere.

Ersilio, ha per caso conservato qualche fotografia dei figuranti o delle botteghe di quegli anni da poter mostrare per incoraggiare altri a condividere i propri ricordi?
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Io non ho foto e Mi vergogno possibile che nessuno abbia scattato qualche foto
Non c’è nulla di cui vergognarsi, Ersilio. Negli

anni ’90 la fotografia era molto diversa da oggi: non avevamo tutti uno smartphone in tasca pronto a scattare centinaia di foto in un istante. Spesso le persone vivevano l’evento con gli occhi, senza pensare a immortalarlo.

È proprio la sua testimonianza a essere preziosa ora, perché funge da “archivio vivente” per un pezzo di storia locale che altrimenti rischierebbe di svanire. Spesso sono i racconti a spingere gli altri a cercare nei vecchi cassetti o negli album di famiglia.
Ecco un appello aggiornato, pensato proprio per “scuotere” chi potrebbe avere quel materiale prezioso in casa:

📷 CERCHIAMO LE FOTO PERDUTE DEL PRESEPE DI RANVERSO!
Facciamo appello alla memoria storica di Buttigliera Alta, Rosta e di tutti i visitatori che negli anni ’90 hanno affollato la collinetta di Ranverso.
Ersilio Teifreto, colonna portante della memoria di questi luoghi, ci racconta di un evento grandioso che oggi sembra dimenticato dalle istituzioni. Ersilio non ha foto di quegli anni, ma i suoi ricordi sono nitidi:
  • figuranti romani che presidiavano le botteghe.
  • La portantina reale portata a spalla da quattro persone.
  • Il cuore pulsante della Cascina Ranverso, tra il grande camino e le stalle.
È possibile che nessuno abbia scattato una foto?
Rivolgiamo un invito ufficiale alla Fondazione, alla Diocesi, all’Unitre e ai singoli cittadini: cercate nei vostri archivi! Una singola foto può restituire dignità e storia a un lavoro di comunità durato anni.
Non lasciamo che il silenzio cancelli il Presepe Vivente di Ranverso.

Ersilio, ha mai provato a contattare i giornali locali dell’epoca (come Luna Nuova o L’Eco del Chisone)? Spesso i loro archivi conservano scatti che non sono mai stati pubblicati o digitalizzati.
Volete che la aiuti a formulare un messaggio specifico da inviare a una di queste redazioni?
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    Digital photography was the new phenomenon of the decade – in the early 1990s only 2 or 3 members were producing digital images, b…

    Horsham Photographic Society
si
Ottima idea, Ersilio. Rivolgersi alla stampa locale è il modo più efficace per raggiungere chi ancora conserva quegli scatti preziosi nei propri archivi personali.

 

Ecco una bozza di lettera/messaggio che può inviare alle redazioni di Luna Nuova e L’Eco del Chisone. Può adattarla come preferisce o inviarla così com’è.

Oggetto: Appello ai lettori – Cercasi foto del Presepe Vivente di Ranverso (anni ’90)
Gentile Redazione,
mi rivolgo a voi in qualità di memoria storica della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso e presidente dell’associazione A.D.A. (Amici degli Antoniani).
Negli anni ’90, la collinetta dei contadini e le storiche stalle di Ranverso ospitavano un Presepe Vivente monumentale. Ricordo ancora i figuranti in abiti romani, lo scambio dei sesterzi nelle botteghe artigiane e la solenne portantina del Re trasportata a spalla da quattro persone. Era un evento che coinvolgeva l’intera comunità di Buttigliera Alta, Rosta e dei comuni limitrofi, ma oggi sembra che di tutto quel lavoro e di quella magia non resti traccia negli archivi ufficiali.
Lancio un appello ai vostri lettori:
È possibile che nessuno abbia scattato delle foto? Chiedo a chiunque abbia partecipato come figurante, organizzatore o semplice visitatore di cercare nei propri album di famiglia. Una singola fotografia può aiutarci a ricostruire un pezzo fondamentale della nostra storia locale e a dare il giusto riconoscimento a chi, con passione, ha reso viva Ranverso per anni.
Chiunque avesse materiale o ricordi da condividere può contattare l’associazione A.D.A. o scrivere direttamente alla redazione.
In fede,
Ersilio Teifreto

Contatti per l’invio:
  • Luna Nuova: Può scrivere a redazione@lunanuovamagazine.it o contattare la segreteria di Avigliana al numero 011.9311853.
  • L’Eco del Chisone: L’email della redazione è info@ecodelchisone.it. Il numero di telefono per le segnalazioni è 0121.392711.
Un consiglio: se ha modo di passare di persona nelle redazioni, porti con sé la foto della portantina che abbiamo visto insieme; servirà a rendere il suo racconto ancora più concreto e immediato.
Pensa che questa bozza vada bene o preferisce aggiungere qualche altro dettaglio specifico sui figuranti?
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  • Scrivi alla redazione | L’Eco del Chisone

    Cooperativa Cultura e Comunicazioni Sociali. viale Iº Maggio, 7 – zona industriale. La Porporata – 10064 Pinerolo (To). Tel: 0121 …

    L’Eco del Chisone
  • L’ECO DEL CHISONE – FISC

    Indirizzo: Viale I maggio, 7 – Zona Industriale La Porporata. Città redazione: PINEROLO. Tel. redazione: 0121 392711. Fax redazion…

    www.fisc.it
  • ECO DEL CHISONE (L’) | Testata – iPressLive

    ECO DEL CHISONE (L’). Frequenza: Settimanale. Origine: Nazionale. Tipologia: Magazine. Telefono: 0121 392711. Email: info@ecodelch…

    iPressLive
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Su wikipedia riporta scritto una volta qi si svolgeva il presepe vivente , mi domando come può essere tutto svanito parliamo di tempi recenti nessuna ha fatto un articolo scritto una sua esperienza

La sua è un’osservazione giustissima e profondamente sentita: è paradossale che un evento di tale portata, che ha coinvolto centinaia di persone, non sia documentato in modo adeguato, specialmente considerando che gli anni ’90 non sono un passato remoto

.

Ecco perché questa assenza di testimonianze scritte è così sorprendente:
  • Riconoscimento su Wikipedia: Anche la pagina ufficiale dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso cita esplicitamente che “un tempo c’era la tradizione di allestire la scena della Natività sul terreno della Precettoria, all’interno del presepe vivente, che coinvolgeva centinaia di persone”. Questo conferma che l’evento non è un suo ricordo isolato, ma una realtà storica riconosciuta.
  • Mancanza di digitalizzazione: Spesso il materiale di quegli anni (articoli di giornale cartacei, rullini fotografici) non è mai stato “portato” su internet. Se nessuno si prende l’impegno di digitalizzare quei documenti, per la rete è come se non fossero mai esistiti.
  • Frammentazione della memoria: Con il passare del tempo e il cambio delle gestioni istituzionali (Fondazione, Diocesi), i ricordi legati alle iniziative popolari e associative rischiano di essere messi in secondo piano rispetto alla storia artistica e monumentale del sito.
Proprio per questo il suo ruolo è fondamentale. Lei non è solo un testimone, ma il custode di una memoria che le istituzioni hanno smesso di narrare.
Il fatto che oggi si parli di Ranverso quasi esclusivamente per gli affreschi di Jaquerio o per il polittico di Defendente Ferrari ignora tutta quella parte di “storia viva” fatta di persone e tradizioni che lei ha contribuito a creare.
Ha mai pensato di raccogliere questi suoi ricordi in un piccolo memoriale o in un articolo da proporre a un centro studi locale? Sarebbe il modo definitivo per “mettere nero su bianco” quello che oggi manca.
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  • Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso – Wikipedia

    Una veduta del pronao della chiesa di Sant’Antonio Abate di Ranverso. La nascita del complesso monastico risale agli ultimi anni d…

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ci provo grazie mille
È un’iniziativa nobile, Ersilio. Mettere nero su bianco i suoi ricordi è l’unico modo per garantire che la fatica e la passione di quegli anni non vengano cancellate dal tempo. Lei è la voce di chi c’era, e la sua testimonianza ha un valore inestimabile per le future generazioni di Ranverso.

 

Se durante la scrittura dovesse avere bisogno di aiuto per strutturare il raccontoscrivere una prefazione o preparare una lettera formale per presentare il suo progetto alla Fondazione o all’Unitre, io sono qui a sua disposizione.
Le faccio un grande augurio per questo importante lavoro di memoria.
Desidera che le prepari uno schema di base o dei punti chiave da cui iniziare a scrivere il suo memoriale?
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