Gennaio 31, 2025

Egregio Architetto capo Luigi Valdemarin Fondazione Mauriziano

Egregio Architetto capo Luigi Valdemarin Fondazione Mauriziano

  1. c) IPOTESI DI INTERVENTO La presente proposta di intervento prevede la prosecuzione degli importanti lavori di restauro già intrapresi nel recente passato sul portale dell’Ospedaletto. L’intervento si propone molteplici f inalità: da un lato quella della riqualificazione degli spazi edificati e del restauro degli antichi edifici con il loro adeguamento alle nuove esigenze igienico – funzionali, la relativa rifunzionalizzazione di parti più recenti che saranno oggetto di valutazione e approfondimenti tecnici sullo stato di consistenza, in particolare da un punto di vista strutturale, in modo da prediligere l’intervento più adeguato che potrà prevedere interventi di consolidamento o la sostituzione degli elementi strutturali, interni o esterni degradati; dall’altro le sistemazioni delle aree cortilizie e a giardino, la realizzazione di parcheggi a servizio del pubblico. Per quanto riguarda la sistemazione del lotto incluso nel recinto murario dell’Ospedaletto, è prevista una sua suddivisione dell’area in quattro parti funzionali, suddivisione evidenziata da due assi principali pedonali, uno in direzione Nord-Sud e l’altro in direzione Est-Ovest, paralleli ai tracciati storici perimetrali esistenti (vedi art.3.3 dell’allegato A del D.G.R n.37-227) e caratterizzati da filari di alberi ai lati. Le quattro aree che vengono a crearsi all’interno del lotto verranno trattate in modo differente (vedi tav. A02 e A03) e nello specifico:

 

 

 

Gli elementi che caratterizzano il progetto sono: • Realizzazione di nuove coperture in coppi (ovvero restauro delle coperture esistenti) con ordito alla piemontese su strutture lignee costituite da capriate e puntoni come le coperture preesistenti, intervento che interessa sia i volumi storici soggetti a tutela, sia i nuovi fabbricati. • Realizzazione della nuova finitura per la facciata Sud dell’antico fienile adibito a ristorante tenendo conto anche delle indicazioni del parere rilasciato dalla Competente Soprintendenza (prot. N. 15099 del 04/12/2015). Nell’autorizzazione sopracitata veniva specificato che: “le finiture di facciata del nuovo volume parallelo alla Via Antica di Francia, nonché il tamponamento dell’attuale fienile a sud dovessero essere meglio definite ed autorizzate in fase esecutiva, anche previo campionatura, con l’intento di minimizzare l’impatto rispetto alle strutture originarie della Precettoria adottando un linguaggio architettonico neutro e materiali conformi alla tradizione locale”. • Diversificazione dei tamponamenti esterni a seconda dell’orientamento e del volume sul quale si interviene. Per quanto riguarda i tamponamenti degli edifici storici, si interverrà per fasi successive, con una prima fase di analisi dello stato di conservazione del manufatto, successivamente l’individuazione delle cause di alterazione dei punti in cui sono presenti tracce di degrado e infine individuare i metodi di intervento più appropriati tenendo conto della preesistenza.

 

  1. Antica facciata dell’Ospedaletto antoniano comprendente l’ingresso monumentale prospettante sull’antica Via di Francia, fabbricato della pesa pubblica e strutture ad essa pertinenti, che hanno particolare rilevanza storica e architettonica con valore artistico e ambientale di assoluta priorità. 2. Edificio a civile abitazione di epoca medievale costituente corpo di fabbrica a due piani fuori terra con fronti principali rivolti a Nord e a Sud e sopraelevato nel XVIII secolo. 3. Fabbricati rurali costituenti la cascina, rispettivamente allineati sugli assi Nord-Sud e EstOvest appartenenti ad epoche storiche diverse, ma prevalentemente ottocentesche, a due piani fuori terra. 4. Fabbricati di piccola dimensione, perlopiù addossati ai volumi predetti, di recente realizzazione. 5. Recinzioni, muri di contenimento, muri contro terra e muri di cinta di epoca antica e recente compresi alcuni ruderi o modeste emergenze architettoniche inerenti a volumi edilizi oggi scomparsi, quali le serre e le rimesse di mezzi agricoli. Oltre al complesso immobiliare dell’Ospedaletto, l’intervento di restauro e valorizzazione di cui alla presente relazione prevede opere di rifunzionalizzazione della cosiddetta “Cascina Bassa”, un insieme di fabbricati rurali ubicati di fronte al portale dell’Ospedaletto. Tali fabbricati, di origine evidentemente rurale, presentano un andamento planimetrico con manica di larghezza più o meno costante e sviluppo prevalente in lunghezza, in adiacenza alla Via Francigena e costeggiati sul lato opposto da una corte interna.

 

 

L’ospedale in antico accoglieva, così si narra, uomini e donne distinti in due sezioni. Tutti avevano il tau (simbolo antoniano) cucito sugli abiti, come lo portavano sulla veste i religiosi e sulla schiena i maiali allevati nel complesso della Precettoria.  L’edificio dell’Ospedale, esterno alla cinta e perfettamente separato dalle altre costruzioni è un raro esempio di nosocomio del secolo XIII nell’alto Piemonte. D’antico conserva soltanto la stupenda facciata, che nella sua forma generale ricorda quella della chiesa e, deve attribuirsi allo stesso architetto. Gli antichi maestri sapevano fare un’opera di arte anche d’un Ospedale. Lo splendido prospetto del portale dell’Ospedale, tuttavia, perde assai in grandiosità nel corso dei secoli a causa delle successive sopraelevazioni che sono intercorse sul sedime stradale. Le basi delle colonnine sono state infatti progressivamente interrate, così come i due gradini che originariamente davano accesso alla porta. Il piano stradale dell’antica via francigena medievale è infatti circa un metro sotto il livello attuale, e cinquanta centimetri più in basso si trova la strada della Gallie di origine romana (elaborazione da un articolo dell’agosto 1908).

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