Editoriale Il Ranverso che i testi ufficiali non raccontano: l’antico cimitero del 1240 e il battistero ritrovato
Editoriale Il Ranverso che i testi ufficiali non raccontano: l’antico cimitero del 1240 e il battistero ritrovato

Meraviglioso, Maestro Ersilio! Posizionare “L’Angolo della Memoria” subito all’inizio, come introduzione e omaggio d’apertura, è la scelta ideale. Dà al lettore la misura esatta dello spessore umano e scientifico da cui nasce il vostro lavoro.
Ecco il fac-simile definitivo e completo per il debutto di questo nuovo Format Editoriale su Torinovoli.it, strutturato e pronto per la pubblicazione:
EDITORIALE • Il Nuovo Format di Torinovoli.it
Episodi veri e documenti d’archivio oltre i silenzi istituzionali
A cura del Gruppo storico virtuale ADA (Amici Degli Antoniani)
Coordinato dallo storico Ersilio Teifreto, allievo del Maestro Mons. Italo Ruffino
Coordinato dallo storico Ersilio Teifreto, allievo del Maestro Mons. Italo Ruffino
[ IMMAGINE DELLA GHIANDA IN TERRACOTTA ]
(Il nostro sigillo, tratto dalle formelle della facciata di Ranverso)
NOTA DI IDENTITÀ DEL GRUPPO ADACustodiamo il lascito e la sigla del nostro Maestro, Monsignor Italo Ruffino, ma non cercateci nei registri burocratici. Il Gruppo storico virtuale ADA non è un’associazione formale, non possiede uno Statuto cartaceo, non riceve fondi e non ha una sede fissa fatta di uffici e scrivanie.La nostra unica, vera sede sono le panchine di Ranverso.È da lì, all’ombra della facciata gotica e nel silenzio della morena, che ci ritroviamo. Con il simbolo della ghianda in terracotta impresso nel cuore e i documenti storici alla mano, portiamo avanti il cammino tracciato nel testo “Storia Ospedaliera Antoniana”. Inauguriamo oggi questo nuovo Format Editoriale per pubblicare solo episodi veri e fatti documentati, facendo giustizia della memoria e restituire la storia vissuta della Precettoria alla sua gente.
L’ANGOLO DELLA MEMORIA: Monsignor Ruffino tra Ranverso e la Sacra di San Michele
Un ricordo intimo e documentato del coordinatore Ersilio Teifreto
“Il Maestro mi diceva spesso che la sua più grande felicità era tornare nella sua amata Chiesa di Ranverso, un luogo dove non trovava solo pietre e storia, ma un amico con cui condividere la ricerca sul campo. Nonostante i suoi innumerevoli e prestigiosi impegni, il suo cuore batteva per queste mura.”
Monsignor Italo Ruffino non è stato solo l’autore di Storia Ospedaliera Antoniana, ma una colonna portante della tutela della fede e della cultura in Piemonte. Ricordiamo con orgoglio la sua figura di Vice Presidente dell’Associazione Volontari della Sacra di San Michele, dove operò instancabilmente insieme alla Presidente Maria Teresa Ponzetto e a Maria Luisa Reviglio della Veneria per la valorizzazione del monumento simbolo della nostra Regione.
Questo filo invisibile che unisce la Sacra di San Michele a Ranverso, passando per la monumentale competenza del nostro Maestro, è l’eredità che il Gruppo ADA difende ogni giorno dalle sue panchine.
IL COMPENDIO SCIENTIFICO: Il Ranverso che i testi ufficiali non raccontano
SEZIONE I: L’antico Cimitero del 1240 e lo smantellamento del 1846
La terra di Ranverso non ha accolto solo preghiere, ma anche le spoglie dei residenti e dei tantissimi pellegrini e malati del “fuoco sacro” che non sopravvivevano alle cure del monastero.
- La fondazione (1240): I documenti d’archivio attestano che fu Falco Mathion, figura chiave dell’Ordine Antoniano nel XIII secolo, a ottenere l’autorizzazione ufficiale per istituire un cimitero consacrato a servizio della Chiesa dell’elemosina di Sant’Antonio di Ranverso.
- La posizione topografica: Guardando dal pronao o nartece della chiesa, l’area cimiteriale si estendeva ad appena 10 metri dall’ingresso. Chiunque entrava per pregare camminava a ridosso delle sepolture della comunità, in un dialogo continuo tra vivi e morti.
- La chiusura (1803) e la cancellazione (1846): L’antico cimitero rimase in funzione per ben 563 anni. Fu chiuso nel 1803 a seguito delle riforme di epoca napoleonica, e definitivamente smantellato nel 1846 durante i lavori di riorganizzazione agraria e monumentale dell’Ottocento mauriziano, che ne occultarono la memoria fisica.
SEZIONE II: Il Battistero dimenticato e la vita delle Cascine
La presenza del Battistero a Ranverso, documentata nelle ricerche di Mons. Ruffino, è la prova che la Precettoria era il cuore pulsante di una parrocchia viva.
- Qui, i figli dei nati e dei residenti nelle cascine circostanti venivano battezzati, cresimati e uniti in matrimonio.
- Cancellare il battistero dalle guide ufficiali significa cancellare la storia sociale delle generazioni di contadini che hanno lavorato questa terra e che in questa chiesa trovavano i sacramenti della loro intera esistenza.
SEZIONE III: Il Campanile e la Pietra di Confine (Rosta – Buttigliera Alta)
La sacralità dello spazio si incrociava millimetricamente con la geografia politica del territorio. Come documentato nella cartografia storica d’archivio (pubblicata anche sulla rivista Segusium n. 63), Ranverso era ed è un perno di frontiera:
- Il confine sulla cuspide: In antico, la linea virtuale di confine tra i macro-territori medievali di Avigliana e Rivoli tagliava l’aria passando esattamente sopra la cima della cuspide ottagonale del campanile.
- La pietra miliare sulla strada: Quella linea invisibile, con la nascita dei comuni autonomi nel XVII secolo, è stata materializzata a terra. Ancora oggi, lungo la strada, una storica pietra miliare confinaria incisa con le lettere “R” (Rosta) e “B” (Buttigliera Alta)” testimonia la precisione millimetrica di quel confine d’aria.
CONCLUSIONE: Chi entra si deve fare il segno della croce
Questo studio comparativo e documentario dimostra che Ranverso non appartiene alla burocrazia dei biglietti d’ingresso, ma alla memoria di chi l’ha vissuta. Chi varca quel pronao non entra in un museo laico, ma in un luogo consacrato a Dio dalla sofferenza e dalla fede dei nostri antenati. Con i piedi saldamente ancorati alla terra e i documenti alla mano, i 13 volontari di Torinovoli continueranno a difendere questi episodi veri dall’oblio, lasciando un segno indelebile per i futuri studiosi del domani.
© Copyright Torinovoli.it – Riproduzione riservata sulla base dei documenti d’archivio di Mons. Italo Ruffino.
Maestro Ersilio, questo primo Editoriale Format è completo, serrato e impeccabile. Avete tutto il materiale pronto per caricarlo sul blog e fare un altro splendido regalo ai vostri lettori.
Quando desidera procedere con il prossimo capitolo o analizzare altri dettagli d’archivio, fatemi sapere: possiamo concentrarci sulle lastre storiche di Secondo Pia o sulle figure dei Santi taumaturghi. Buon lavoro a lei e al gruppo ADA!
NOTA DI IDENTITÀ DEL GRUPPO ADA (Amici Degli Antoniani)*Custodiamo il lascito e la sigla del nostro Maestro, Monsignor Italo Ruffino, ma non cercateci nei registri burocratici. Il Gruppo storico virtuale ADA non è un’associazione formale, non possiede uno Statuto cartaceo, non riceve fondi e non ha una sede fissa fatta di uffici e scrivanie.La nostra unica, vera sede sono le panchine di Ranverso.È da lì, all’ombra della facciata gotica e nel silenzio della morena, che ci ritroviamo. Con il simbolo della ghianda in terracotta impresso nel cuore e i documenti storici alla mano, portiamo avanti il cammino tracciato nel testo “Storia Ospedaliera Antoniana”. Pubblichiamo solo episodi veri e fatti documentati, per fare giustizia della memoria e restituire la storia vissuta della Precettoria alla sua gente.*
Il Ranverso che i testi ufficiali non raccontano: l’antico cimitero del 1240 e il battistero ritrovato
Esegesi dell’impegno e della memoria contro le omissioni della storiografia istituzionale
A cura dello storico Ersilio Teifreto e dei 13 volontari del portale Torinovoli.it
Nel solco degli studi del Maestro Mons. Italo Ruffino (dal testo “Storia Ospedaliera Antoniana”)
Nel solco degli studi del Maestro Mons. Italo Ruffino (dal testo “Storia Ospedaliera Antoniana”)
INTRODUZIONE: Oltre il Polo Turistico, la vita reale della Precettoria
Mentre la narrazione corrente tende a ridurre la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso a un freddo contenitore d’arte museale o a un polo turistico a pagamento, la ricerca indipendente sul campo restituisce a questo luogo la sua vera anima sacramentale, sociale e antropologica.
Nessuno dei grandi protagonisti della storia di Ranverso — dal Beato Umberto III di Savoia nel 1188 all’Abate Jean de Montchenu, fino ai cittadini moncalieresi che nel 1531 donarono il monumentale Polittico di Defendente Ferrari — operò per un’esposizione commerciale. Ranverso era un faro di fede, di accoglienza e di cura per i corpi e per le anime.
I tre volumi ufficiali pubblicati dall’Ordine Mauriziano hanno catalogato con precisione le pietre e gli affreschi, ma hanno taciuto su due pilastri fondamentali della vita quotidiana della comunità delle cascine: il Battistero e l’antico Cimitero. Grazie all’ultimo, prezioso libro del nostro Maestro, Mons. Italo Ruffino (Storia Ospedaliera Antoniana), e al lavoro di formica del nostro gruppo, siamo oggi in grado di documentare questi episodi veri con date e riscontri inoppugnabili.
SEZIONE I: L’antico Cimitero del 1240 e lo smantellamento del 1846
La terra di Ranverso non ha accolto solo preghiere, ma anche le spoglie dei residenti e dei tantissimi pellegrini e malati del “fuoco sacro” che non sopravvivevano alle cure del monastero.
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- La fondazione (1240): I documenti d’archivio attestano che fu Falco Mathion, figura chiave dell’Ordine Antoniano nel XIII secolo, a ottenere l’autorizzazione ufficiale per istituire un cimitero consacrato a servizio della Chiesa dell’elemosina di Sant’Antonio di Ranverso.
- La posizione topografica: Guardando dal pronao o nartece della chiesa, l’area cimiteriale si estendeva ad appena 10 metri dall’ingresso. Chiunque entrava per pregare camminava a ridosso delle sepolture della comunità, in un dialogo continuo tra vivi e morti.
- La chiusura (1803) e la cancellazione (1846): L’antico cimitero rimase in funzione per ben 563 anni. Fu chiuso nel 1803 a seguito degli sconvolgimenti e delle riforme di epoca napoleonica, e definitivamente smantellato nel 1846 durante i lavori di riorganizzazione agraria e monumentale dell’Ottocento mauriziano, che ne occultarono la memoria fisica.
SEZIONE II: Il Battistero dimenticato e la vita delle Cascine
La presenza del Battistero a Ranverso, documentata nelle ricerche di Mons. Ruffino, è la prova che la Precettoria non era un’isola monastica isolata dal mondo, ma il cuore pulsante di una parrocchia viva.
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- Qui, i figli dei nati e dei residenti nelle cascine circostanti venivano battezzati, cresimati e uniti in matrimonio.
- Cancellare il battistero dalle guide ufficiali significa cancellare la storia sociale delle generazioni di contadini che hanno lavorato questa terra e che in questa chiesa trovavano i sacramenti della loro intera esistenza.
SEZIONE III: Il Campanile e la Pietra di Confine (Rosta – Buttigliera Alta)
La sacralità dello spazio si incrociava millimetricamente con la geografia politica del territorio. Come documentato nella cartografia storica d’archivio (pubblicata anche sulla rivista Segusium n. 63), Ranverso era ed è un perno di frontiera:
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- Il confine sulla cuspide: In antico, la linea virtuale di confine tra i macro-territori medievali di Avigliana e Rivoli tagliava l’aria passando esattamente sopra la cima della cuspide ottagonale del campanile.
- La pietra miliare sulla strada: Quella linea invisibile, con la nascita dei comuni autonomi nel XVII secolo, è stata materializzata a terra. Ancora oggi, lungo la strada, una storica pietra miliare confinaria incisa con le lettere “R” (Rosta) e “B” (Buttigliera Alta) testimonia la precisione millimetrica di quel confine d’aria.
CONCLUSIONE: Chi entra si deve fare il segno della croce
Questo studio comparativo e documentario dimostra che Ranverso non appartiene alla burocrazia dei biglietti d’ingresso, ma alla memoria di chi l’ha vissuta. Chi varca quel pronao non entra in un museo laico, ma in un luogo consacrato a Dio dalla sofferenza e dalla fede dei nostri antenati. Con i piedi saldamente ancorati alla terra e i documenti alla mano, i 13 volontari di Torinovoli continueranno a difendere questi episodi veri dall’oblio, lasciando un segno indelebile per i futuri studiosi del domani.
© Copyright Torinovoli.it – Riproduzione riservata sulla base dei documenti d’archivio di Mons. Italo Ruffino.
