Ottobre 12, 2017

Dors la schiena va a scuola

Dors la schiena va a scuola

Dors - Piemonte


 

 

La schiena va a scuola

Simona Cerchio, Luisa Garbuio, Marco Trucco (Presidente), Alessandra Rubagotti – FT AIFI Piemonte Valle d’Aosta. Con il contributo di Elena Barbera e Luisa Dettoni – Dors.

 

Introduzione

L’attenzione ai problemi della colonna vertebrale dei bambini e degli adolescenti scolarizzati è oggetto di numerose ricerche scientifiche da oltre 20 anni. Lo stile di vita adottato in famiglia e nell’ambiente scolastico costringe i bambini a posture spesso scorrette e prolungate nel tempo e non sempre garantisce una sufficiente attività motoria (ad esempio lo stare a lungo seduti nei banchi mantenendo posture scorrette, l’eccesivo peso dello zaino,…).

L’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) ha realizzato una ricerca sulle problematiche della colonna vertebrale in età scolare, su come tenerle sotto controllo e su quali strategie preventive adottare, e ha elaborato, con l’intento di favorire anche la realizzazione di interventi di prevenzione nelle scuole, un opuscolo informativo destinato a insegnanti, genitori e studenti dal titolo “La schiena va a scuola: prime regole per rispettarla”.

L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta, proprio partendo da questa iniziativa, ha realizzato sul territorio piemontese il progetto “La schiena va a scuola” che promuove e sostiene le buone regole della schiena in crescita:

  • monitorare le corrette posture adottate
  • insegnare ai bambini l’utilizzo corretto dello zaino
  • incentivare l’attività fisica regolare.

Il progetto

Il progetto “La schiena va a scuola”, realizzato dall’AIFI Piemonte Valle d’Aosta in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale (USR), la Regione Piemonte (Assessorati Istruzione e Sanità), la Provincia e il Comune di Torino (Assessorati allo Sport), è destinato agli studenti delle classi prime della scuola secondaria di primo grado e coinvolge insegnanti, dirigenti scolastici e famiglie.
Ad oggi si sono realizzate una prima esperienza pilota nelle scuole della città di Cuneo (anno scolastico 2010-2011) e due edizioni che hanno visto il coinvolgimento di tutte le province piemontesi (anni scolastici 2011-2012 e 2012-2013).

Gli obiettivi principali del progetto sono:

  • far acquisire agli studenti la capacità di individuare le proprie posture scorrette e di modificarle, di utilizzare nel modo migliore lo zaino alleggerendo e distribuendo correttamente i pesi e regolando gli spallacci, di effettuare semplici esercizi di mobilità in classe al cambio dell’ora
  • promuovere l’attività motoria nei preadolescenti in sinergia con altri interventi esistenti, quali ad esempio pedibus, avviamento allo sport, percorsi di mobilità sostenibile
  • promuovere l’attività motoria in sicurezza sensibilizzando i ragazzi all’utilizzo del casco e dei dispositivi di sicurezza richiesti dall’attività sportiva svolta, in sinergia con l’Associazione  BIP-BIP per la prevenzione dei traumi cranici e spinali.

I fisioterapisti che aderiscono al progetto (in modo volontario o, per 30 di loro, attraverso il distacco concordato per le attività nelle scuole con l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte) sono formati, attraverso un corso specifico, per acquisire nozioni teorico-pratiche e conoscenze pedagogiche utili per relazionarsi in modo efficace con gli studenti. Inoltre è previsto, per ogni classe delle scuole aderenti, il coinvolgimento attivo di un docente che ha la funzione di interfaccia tra i fisioterapisti, gli studenti e i genitori.

Prima della realizzazione delle attività d’aula è somministrato ai genitori, con la collaborazione dell’insegnante referente, un questionario per rilevare e sistematizzare le loro conoscenze e le loro percezioni sul problema delle posture scorrette, del peso degli zaini e della prolungata immobilità dei ragazzi.
Nel corso del primo incontro i fisioterapisti trattano la prevenzione delle problematiche della colonna vertebrale, attraverso un percorso partecipato con gli studenti in cui alternano interventi teorici e attività pratiche. Viene, inoltre, consegnato a ogni studente l'opuscolo “La schiena va a scuola: prime regole per rispettarla”. Il secondo incontro è, invece, principalmente finalizzato ad accertare, a distanza di circa quattro mesi, l’apprendimento degli studenti tramite un questionario di verifica.

Il percorso formativo prevede anche un bando di concorso a cui possono partecipare tutte le classi coinvolte nel progetto. Le classi, sotto la supervisione del docente referente, devono realizzare un poster che rappresenti, utilizzando qualsiasi tecnica grafica e comunicativa, i concetti e i contenuti trasmessi durante gli incontri info/formativi. Un’apposita commissione composta da rappresentanti dell’AIFI Piemonte e Valle d’Aosta, dell’USR, della Regione e di Dors seleziona i poster vincitori, sulla base di criteri prestabiliti quali completezza e appropriatezza dei contenuti, efficacia del messaggio e originalità. Le classi vincitrici ricevono in premio dei buoni da spendere per l'acquisto di materiale didattico per la loro scuola offerti dalla Regione Piemonte – Assessorato all’Istruzione.

La partecipazione

La seconda edizione del progetto “La schiena va a scuola” (A.S. 2012-2013) ha visto il coinvolgimento di 43 scuole, 57 classi, 1.272 studenti, 124 insegnanti e 64 fisioterapisti.
I poster realizzati dalle classi sono stati la dimostrazione concreta che i contenuti trasmessi durante le lezioni sono stati percepiti in maniera corretta dai ragazzi e la realizzazione grafica ha consentito loro di esplicitarli con fantasia e creatività.
La manifestazione finale, durante la quale si sono premiati i cinque poster migliori e sono stati presentati i risultati del progetto, si è svolta il 18 aprile 2013 al Palazzetto “Le Cupole” di Torino e ha visto la partecipazione di 31 scuole, 36 classi, 755 studenti, 80 insegnanti, 46 fisioterapisti, di rappresentanti istituzionali fra i quali gli Assessori allo Sport della Provincia e del Comune di Torino, dei giocatori della PMS Basketball Torino e della PMT basket in carrozzina, del Presidente del Museo dello Sport di Torino e del Direttore del Settore Giovanile del Torino Calcio.

I risultati e le riflessioni del gruppo di progetto

Alla fine della seconda edizione del progetto “La schiena va a scuola”, dai risultati conseguiti e con l’intento di ripresentare il progetto per l’anno scolastico 2013/2014, abbiamo tratto le seguenti considerazioni:

– il progetto ha raggiunto numerosi studenti sul territorio regionale, con una buona distribuzione in tutte le province, promuovendo l’integrazione delle competenze del fisioterapista nell’ambito delle strategie e dei programmi di intervento orientati all’educazione e alla promozione della salute che si sviluppano nell’ambiente scolastico. Questa integrazione è in linea con il programma “Guadagnare salute” e con il documento d’indirizzo “Cittadinanza e Costituzione”;

per quanto riguarda i dati relativi ai questionari somministrati a genitori e studenti:

  • i genitori, in media con i dati pubblicati dalla letteratura scientifica, rilevano nel 52% dei casi la presenza di dolore lombare nel proprio figlio anche se solo il 3% dei ragazzi soffre di patologie della colonna vertebrale. Il 32% dei genitori collega la causa del dolore lombare al peso eccessivo dello zaino e il 20% alla postura seduta scorretta. I genitori dichiarano, inoltre, che l’82% dei ragazzi nel tempo libero sta seduto meno di 3 ore e la posizione prevalente è quella con il sedere in avanti (76%). Pertanto occorre potenziare prevenzione e correzione delle posture e perfezionare, sempre di più, la sinergia con gli interventi di promozione dell’attività fisica realizzati in ambito scolastico;
  • il 96% degli studenti dichiara che dagli incontri del progetto “La schiena va a scuola” ha appreso cose nuove e l’87% afferma di aver modificato in parte le proprie abitudini. Risulta quindi importante monitorare nel tempo il mantenimento dei comportamenti corretti adottati per prevenire il mal di schiena. Il gruppo di progetto ha creato un gruppo di lavoro che si sta interrogando su come rafforzare l’impianto valutativo e su quale modalità utilizzare, in futuro, per verificare se i ragazzi continuano a osservare le buone norme di igiene posturale acquisite durante gli incontri del progetto “La schiena va a scuola”;
  • i dati rilevano che l’83% degli studenti dichiara di sentirsi preparato per trasmettere le informazioni ricevute ai suoi coetanei. Il gruppo di progetto sta, quindi, anche valutando la realizzabilità di un progetto pilota che adotti il metodo della peer-education per la formazione nelle classi.

 

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