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Ranverso (o più precisamente il complesso di Sant’Antonio di Ranverso) fu beneficata dal conte Umberto III di Savoia intorno al 1098
È corretto affermare che Ranverso fu donata (beneficata) dal conte Umberto III di Savoia, ma non fu fondata da lui. Si insediò in un complesso preesistente e, sebbene alcuni studiosi facciano risalire la nascita del nucleo originario a quel periodo (circa 1098), l’atto originale fu una donazione piuttosto che una fondazione ex novo.
Declino e Scomparsa la soppressione del titolo di precettore a Ranverso avvennero nel 1470, per mano di Papa Paolo II
ogni singola festa in una comunità pubblica è obbligata a documentare le proprie attività annuali in relazione a progetti specifici o eventi mirati, la risposta generale è dipende.
SANT’ANTONIO DI RANVERSO testi di Luigi CIBRARIO Carlo DIONISOTTI p. Antonino da Torino Francesco GAMBA Edoardo MELLA p. Placido BACCO da Giaveno Pietro CAFFARO Antonio BARRAJA 80 fotografie di Giancarlo MAURI MONOGRAFIE DI GCM
Riccardo Brayda storico d’arte, testimonia come l’intervento edilizio abbia deturpato l’estetica della quattrocentesca facciata dell’Ospedale di Ranverso
Sant’Antonio di Ranverso appartiene alla Diocesi di Torino sebbene sia di proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano, è un edificio religioso e fa parte dell’Arcidiocesi di Torino. L’ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Torino autorizza e segue gli interventi e le attività che vi si svolgono.
La Precettoria dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso fu fondata come un complesso che includeva un’abbazia, un ospedale e una casa per i pellegrini
In origine, l’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso (comunemente nota come Ranverso) fu fondata come un complesso che includeva un’abbazia, un ospedale e una casa per i pellegrini. L’istituzione era gestita dall’Ordine degli Antoniani
Con il termine “superproprietà”, in ambito giuridico e culturale, si intende un concetto di proprietà collettiva
