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L’ORDINE DEI SANTI MAURIZIO E LAZZARO Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso Nel 1776 fu abolito l’Ordine ecclesiastico di Sant’Antonio di Vienna (Francia) e passarono all’Ordine parte dei suoi beni, consistenti in fabbricati in Torino, nei tenimenti e nell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, uno dei monumenti d’arte più notevoli dell’antico Piemonte.
l’OrdinediSant’AntoniodiVienneeunionedei suoibeni(abbaziadiSant’AntoniodiRanversoepossedimentinonchécaseinTorino)all’OrdineMauriziano,1781-erezioneincommenda magistraledell’OrdineMauriziano
Palazzina di Caccia di Stupinigi, le Abbazie di Sant’Antonio di Ranverso e di Staffarda,
La bella facciata gotica della Chiesa di Sant’Antonio Abate di Ranverso
Chiesa Antica di Ranverso. Padre Franco Gonella nel Gennaio 2020 in occasione della festa a Sant’Antonio Abate protettore di Ranverso celebra nella Chiesa la Santa messa alla fine nel piazzale della graziosa piazzetta ha benedetto i mezzi di lavoro, i fedeli, contadini e gli animali utilizzando l’acqua Santa proveniente dalla Chiesa dichiarata Monumento Nazionale.
Informazioni di Ersilio Teifreto Sono volontario Cercatore di tracce e Paesologo, mi sono relazionato con gli amministratori dei comuni della collina morenica uffici stampa, con le redazioni dei giornali locali, mi sento custode del masso erratico e organizzo la sua pulizia dal muschio, raccolgo con guanti e pinza le cicche per terra , durante gli eventi con grandi afflussi di visitatori aiuto a risolvere il problema dei cestini strapieni e tutte le altre criticità che possono verificarsi nel borgo speciale di Ranverso.
Annovera la Palazzina di Caccia di Stupinigi, le Abbazie di Sant’Antonio di Ranverso e di Staffarda,
Comunicazione alle famiglie 2010 Momento di preghiera guidato dal parroco don Luigi Palaziol. Interventi degli studioso mons. Italo Ruffino e prof.ssa Arabella Cifani. Ha partecipato anche don Franco Martinacci.
Ordine Mauriziano Home Marzo 11, 2018 SANTE! LE DONNE DEGLI AFFRESCHI DELL’ABBAZIA di Sant’Antonio di Ranverso.
Per questo motivo, torniamo alla domanda iniziale: e se fosse proprio il patrimonio culturale ecclesiastico, nell’attuale congiuntura socio-economica.
