Casa CoronaVirus
Casa CoronaVirus
Riguardo agli spazi della casa, cosa le persone vorrebbero modificare?
Piuttosto che modificare la propria casa, alcuni vorrebbero proprio cambiare casa. È più forte la proiezione, soprattutto se la situazione famigliare è cambiata ad esempio con la nascita di un figlio, di cambiare casa per trovare una soluzione più adatta con affaccio esterno e più luminosità interna, che è un fattore molto importante. Per chi aveva già un’idea di cambiar casa il lockdown ha dato la spinta decisiva.
Gli ambienti che si vorrebbero modificare sono il soggiorno e la camera da letto. Il soggiorno è l’ambiente che più si presta ad essere multifunzionale. Per la camera da letto, invece, attraverso alcune interviste ho avuto un quadretto un po’ fosco sullo sviluppo dello smart working tra i giovani: di chi si alza dal letto, si lava la faccia e si sposta di un metro per lavorare per nove ore a computer e porta lì anche nell’intervallo il panino. Questa è una delle grandi modifiche dello smart working che si spera che gli italiani non subiscano. Ci sono naturalmente i vantaggi del poter essere a casa, di poter avere maggiore accudimento o vita di coppia e di famiglia, però se gli spazi non sono adatti diventa proprio una gabbia. La parola “smart” porta a pensare a qualcosa di tecnologico, moderno, funzionale. Inserirlo nel contesto delle case, soprattutto delle grandi città di metrature ridotte, case vecchie o con poca luce, diventa un punto critico del futuro.

Parliamo degli arredi e degli oggetti: cosa le persone vorrebbero rinnovare?
C’è il desiderio di avere mobili contenitori più organizzati. Che non significa più capienti, ma dove è più facile trovare le cose, più facili da riordinare. Questo è trasversale in tutti gli ambienti della casa, dal soggiorno al ripostiglio, passando per la cucina. Molti si sono dedicati a pulizie oserei dire ossessive perché ripetute più volte, ribaltando la casa ogni dieci giorni per pulire e disinfettare. E anche operazioni di riordino e questo ha fatto riflettere su possibili miglioramenti più che negli spazi interni alla casa negli spazi interni agli arredi. Forse una trasformazione dell’attrezzatura interna dei mobili.
L’attenzione è stata forse più al guscio e al complesso della casa che non ai suoi particolari. Ha fatto eccezione l’illuminazione. È stata in tutta Italia una pandemia molto luminosa con molte giornate di luce e di sole quasi straordinarie per tutto il periodo che per fortuna ha supportato il morale a tutti quanti. Però alcune persone si sono rese conto di avere un’illuminazione non efficiente, non gradevole. C’è più attenzione a come distribuire la luce e sicuramente all’efficienza energetica, al risparmio.
Un altro punto importante è l’home entertainment. La famiglia è tornata un po’ di più intorno a un unico televisore, il ritorno a una centralità in soggiorno per sentire musica, ma soprattutto guardare film e serie televisive e forse è nato il desiderio di migliorare ancora questa zona audio-video.
Gli acquisti online per la casa sono stati pochi, se non appunto lampade a led. Le ricerche dicono che c’è stato in generale un balzo dell’e-commerce. Quello che è cresciuto in Italia negli ultimi dieci anni, non solo in quest’ultimo particolare periodo, è il “fai da te”. Era molto diffuso in Francia, Germania e paesi nordici, come è evidente anche dallo sviluppo delle più importanti catene di negozi per il do it yourself. Ho notato anche una certa conoscenza in quest’ambito, riguardo alle scelte dei materiali da usare, le tecniche, magari imparate dai tutorial online. Questa componente del fare da sé ha preso piede.
Altri articoli
Facebook Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.Il 23 ottobre 2021 a Roma preso la sede dei Beni Culturali ci sarà la prima giornata Nazionale delle feste dedicate Sant’Antonio Abate presentate dalla Reteitalianasantantuono e ICPI. E ci siamo anche noi!
Buongiorno Dottoressa Lia Curatrice del Museo della bilancia di Campogalliano Modena Stadera di Ranverso (TO)Ersilio Teifreto