Maggio 20, 2026

CAPITOLO I: L’INGEGNERIA MEDIEVALE E L’ASSETTO FORTIFICATO 1188: La Casa dell’Elemosina. Il conte Umberto III di Savoia, spinto dalla contessa Beatrice di Mâcon, dona i terreni del Rivus Inversus. Sorge la Domus ospedaliera per assistere i poveri e i pellegrini della Via Francigena.

CAPITOLO I: L’INGEGNERIA MEDIEVALE E L’ASSETTO FORTIFICATO 1188: La Casa dell’Elemosina. Il conte Umberto III di Savoia, spinto dalla contessa Beatrice di Mâcon, dona i terreni del Rivus Inversus. Sorge la Domus ospedaliera per assistere i poveri e i pellegrini della Via Francigena.

CAPITOLO I: L’INGEGNERIA MEDIEVALE E L’ASSETTO FORTIFICATO
  • 1188: La Casa dell’Elemosina. Il conte Umberto III di Savoia, spinto dalla contessa Beatrice di Mâcon, dona i terreni del Rivus Inversus. Sorge la Domus ospedaliera per assistere i poveri e i pellegrini della Via Francigena.
  • 1310: La Bealera e le Mura Ciclopiche. Viene realizzato il canale della Bealera per l’approvvigionamento idrico. Sotto il canale viene eretta un’imponente cerchia di mura di contenimento a blocchi ciclopici. Questo circuito murario gira sulla collinetta, scende lungo il pendio e si appoggia direttamente alle strutture del Presbiterio Abside della Chiesa. Nasce una vera e propria cittadella fortificata.
  • Sviluppi Edilizi Successivi: Le possenti mura ciclopiche del 1310 diventano la spina dorsale del borgo: vengono utilizzate come appoggio strutturale per l’edificazione delle grandi cascine (Cascina Alta e Cascina Bassa). La vita rurale si poggia letteralmente sulla pietra medievale.
  • L’Organizzazione dei Flussi (Chiesa e Ospedale staccati): L’Ospedale e la Chiesa Abbaziale sorgono come corpi di fabbrica staccati, divisi da un muro di cinta intermedio che funge da barriera igienico-sanitaria. L’Ospedale cura i corpi; la Chiesa accoglie lo spirito.
  • I Due Ingressi:
    • Ingresso dei Monaci: Posto lateralmente in corrispondenza dell’arco con cancello (sovrastato da antiche costruzioni abitative), è protetto dall’affresco di Sant’Antonio Abate con il sigillo della Tau (\(\tau \)) in alto a destra. Garantisce la clausura e protegge dal contagio.
    • Ingresso del Popolo: Posto sul sagrato, dove i pellegrini, i devoti e i malati bussano alle grandi grate di ferro per entrare dopo aver superato un dislivello di tre gradini.

  • 1470 – 1496: Il Mecenatismo di Jean de Montchenu. L’Abate Commendatario e Cellerario vende i suoi feudi personali nell’Isère (Francia) per abbellire Ranverso. Abbate l’abside quadrato sostituendolo con il presbiterio poligonale, alza il muro del coro dei monaci uniformandolo al tetto, riapre il portico del chiostro e installa le grate di ferro a fine lavori. Firma la facciata inserendo l’aquila, estratto dal suo blasone nobiliare. Questo accentramento di potere segna la fine dell’autonomia dei monaci locali ma allenta i tributi dovuti alla Casa Madre francese.
  • 1500: Fusione della Grande Campana. La campana originale della torre inizia a esistere, concepita con una lega contenente oro e argento per propagare il suono fino ad Avigliana, Rivoli e comuni limitrofi. Presenta l’incisione della Tau (\(\tau \)) e una rara colonnina ottagonale esterna sulla bifora (le cui luci la sera fungevano da faro per i pellegrini).
  • 1531: Il Polittico di Defendente Ferrari. Finanziato con l’umile obolo collettivo dei cittadini di Moncalieri come ex-voto per la peste. Include lo stemma di Moncalieri e la figura di Bernardo III di Baden, volutamente ritratto a destra senza aureola (in quanto non ancora santificato).
  • 1702: La Rifusi della Campana e l’Elogio di Sant’Agata. La grande campana viene ripristinata e incisa con la formula latina protettiva contro i fulmini e gli incendi (Elogio di Sant’Agata):
    • RIGA 1: Anno 1500 esse coepi. 200 annis substiti nunc reviviscente domo reviviscor cadem mente. (Ho cominciato ad esistere nell’anno 1500. Mi sono fermato ormai da 200 anni ravvivando la casa, ravvivo la mente della caduta).
    • RIGA 2: fùit.a:IHS. Maria mentemsanctamspontaneam honorem Deo et patirne liberationem. 1702. Praelatus fecit. (Era.a:IHS. Maria, con animo sanctificato, rendeva spontaneo onore a Dio e, naturalmente, la liberazione. 1702. Ha fatto un prelato).

  • Fine XIX Secolo: L’Interramento di d’Andrade. L’architetto Alfredo d’Andrade, durante i restauri, fa rialzare la quota stradale per realizzare l’attuale sagrato. Questo intervento copre il terreno originario: dei tre gradini medievali d’accesso, oggi ne rimane visibile soltanto uno, mentre due giacciono sepolti sotto la pavimentazione.

CAPITOLO II: L’OTTOVENTO E L’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE DELLA STADERA
  • 1776: I Custodi dell’Abbazia. Papa Pio VI sopprime gli Antoniani con la bolla Rerum humanarum conditio. L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro assume la tutela del sito, apponendo sul muro del Pronao la memorabile targa lignea: “Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro Custodi dell’Abbazia”. L’ente riorganizza il borgo in grande azienda agricola e acquista una stadera aerea di seconda mano, costruita a fine Settecento da un’officina piemontese.
  • 1864: L’Apertura della Via e la Pesa Aerea. Viene abbattuto il prolungamento del vecchio muro di cinta medievale che arrivava fino al Sagrato per aprire l’attuale Via Sant’Antonio di Ranverso. Con i mattoni di risulta della demolizione, viene edificato il fabbricato della Stadera (data 1864 rinvenuta da Ersilio Teifreto incisa sulla trave centrale a 10 metri d’altezza). All’interno viene rimontato il meccanismo settecentesco. La trave maestra sporge all’esterno con un braccio metallico a 4 catene per pesare i carri sospesi.
  • 2016: Il Riconoscimento Scientifico. Grazie allo studio dei numeri romani e alla collaborazione tra Ersilio Teifreto e la curatrice Lia Apparuti, lo strumento viene registrato negli archivi nazionali del Museo della Bilancia di Campogalliano (Modena) e tutelato dalla SABAP come Monumento Storico.
  • Rilievo d’Archivio (Fondo Fotografico Teifreto): Poiché i locali interni della Stadera contenenti la cremagliera, i contrappesi e i meccanismi originali sono oggi inaccessibili, l’unica documentazione visiva e scientifica esistente di questo cuore tecnologico è costituita dalle fotografie esclusive custodite nel presente archivio. Le indagini storiche proseguono per identificare il punzone dell’officina tra le storiche famiglie di ferrai piemontesi Caprile e Opesso.
  • Epoca Contemporanea: La solida opera idraulica della Bealera del 1310 continua a scorrere, superando persino la moderna infrastruttura del ponte dell’Alta Velocità (RFI).

Altri articoli

  • Maggio 20, 2026
    Maurel da inviare
  • Maggio 20, 2026
    L’aquila bicipite di Massimiliano I (concessa nel 1502) non era uno stemma personale di un nobile piemontese, ma era l'”Arme Moderna” e ufficiale dell’intero Ordine degli Antoniani a livello mondiale. Per questo motivo non trovava posto nella sfilata dei blasoni individuali del corridoio. [1, 2, 3, 4]

Eventi e Feste

Eventi e Feste

Schede

Schede