Aveva 83 anni, Vincenzo Versace , e si è spento a casa sua, ad Albavilla, di Gianluca Versace Giornalista e Scrittore
Aveva 83 anni, Vincenzo Versace , e si è spento a casa sua, ad Albavilla, di Gianluca Versace Giornalista e Scrittore
Italia
ADDIO A VINCENZO VERSACE
Un ponte di umanità
di Gianluca Versace
Aveva 83 anni, Vincenzo, e si è spento a casa sua, ad Albavilla, nella provincia comasca, dove si era stabilito, emigrante dalla “nostra” Calabria, a fare il geometra. Aveva creato l’Associazione Culturale Calabro-Brianzola, un sodalizio prezioso, di cui era l’instancabile presidente.
Vincenzo, era l’antitesi di quel personaggio cantato da Alberto Fortis in “Milano e Vincenzo”: un irriconoscente, un ingrato verso la terra lombarda che l’aveva accolto, in cerca di lavoro e futuro. Lui no. Vincenzo Versace voleva concretamente, visibilmente esprimere tutta la propria sincera gratitudine, insomma pronunciare il proprio entusiasta “grazie” alla Brianza e ai brianzoli, che lo avevano reso parte e partecipe attivo di una nuova comunità.
Vincenzo aveva avuto una infanzia difficile, persino drammatica, durante la seconda guerra mondiale, un giorno, durante un feroce bombardamento a tappeto, lui era un bimbo piccolo, aveva rischiato di venirne ucciso con la madre: ne era riemerso con una voglia incontenibile di fare del bene, di comportarsi in modo virtuoso, di costruire e mai demolire. E le stigmate del predestinato “beniamino della vita”, come li definisce perfettamente Thomas Mann.
Dopo che lui aveva “scoperto” dell’esistenza dell’avvocato Vincenzo Versace, e conseguentemente preso l’iniziativa di telefonare allo studio legale di Monfalcone, l’evenienza che saremmo diventati grandi amici, era già scritta a chiare lettere nel libro delle nostre vite.
E io ero andato più volte, ad Albavilla, a presentare i miei libri, in incontri affollati, mirabilmente organizzati proprio da Vincenzo, sotto l’egida dell’Associazione Calabro-Brianzola.
Io dico. Se l’uomo può essere buono, può esserlo unicamente se è felice. Se trova in se stesso l’armonia, che è assolutamente necessaria per l’amore da dare e da ricevere. Non si può vivere, emergendo da un fuori desertico, arido, che ha le radici strappate e calpestate con noncuranza e disinteresse.
Che la terra gli sia lieve, quella calabra, che sa essere aspra ma generosa, mescolata a quella brianzola, profumata di nebbie, operosità e futuro.
Vincenzo, credetemi, se le merita entrambe.Gianluca Versace
Giornalista e Scrittore
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