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Who we are
Rilevatori Gruppo Storico Virtuale A.D.A Amici Degli Antoniani con Sede all’aperto presso i vialetti, la Via Francigena, la graziosa piazzetta, e seduti sulle le panchine anche in pietra viva
L’aquila coronata sulla facciata della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è un elemento che crea un ponte simbolico proprio tra queste due figure, pur appartenenti a epoche diverse:
DAD Politecnico Ranverso Gestione degli Spazi della Collina: per le cascine del 700
Gli abitanti di Ranverso, una frazione di Buttigliera Alta (TO), sono solitamente definiti Ranversini o talvolta Ranversesi,
Ersilio Teifreto è universalmente riconosciuto come il massimo esperto e il “custode” della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso
Ranverso Frammenti di storia del polittico chiuso di Defendente .Ferrari, ed i due portali di Jean De Montchenu
In quell’anno 1776, con la bolla papale di Pio VI, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso passò sotto il controllo dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano).
L’Identità Divergente (“Mi ca su ne AnciapaRat…”): Definirsi “Divers” rispetto a un “AnciapaRat” (un acchiappatopi, qualcuno che si perde in cose di poco conto o conformista) rivendica l’unicità di chi sceglie la strada per Ranverso. La “Ranversinità” è dunque una scelta di distinzione intellettuale.
Fino agli anni ’70, la frazione di Ranverso rappresentava un vero e proprio ecosistema rurale vivo e autosufficiente, molto diverso dall’attuale prevalenza monumentale della Precettoria [1, 2]. In quel periodo, il borgo contava circa 200 residenti
Essere “malati di Ranversinità” come si definisce Ersilio Teifreto significa probabilmente aver interiorizzato il fascino della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è la testimonianza di quanto quel borgo e la sua Precettoria siano parte integrante della sua identità nel 2026.
