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Who we are
Intendiamo collaborare a sostegno di future indagini su altri edifici che compongono il Concentrico della precettoria di Ranverso, per i quali mancano studi sistematici. Inoltre con una presentazione di foto primitive, ci si augura che esse possano costituire, in futuro, un valido supporto per eventuali interventi volti alla tutela e alla valorizzazione del bene.
Il-Papa-alla-Sacra-di-San-Michele-1991.
Siamo in attesa di conferme. Il Regista Sergio Rubini sceglie Stupinigi e forse Ranverso per alcune riprese dell’ultimo film da lui scritto e diretto dal titolo «Giacomo Leopardi vita e amori del poeta», prodotto insieme a Rai, sicuramente il museo di Arte Religiosa di Ranverso e le vie laterali di accesso dovranno essere chiuse al pubblico se le riprese saranno effettuate durante le giornate di apertura dal Mercoledì alla Domenica.
Rosta Stadera di Ranverso peso pubblico concessione a Giuseppe Merlo nel 1892.
La questione difficile delle fonti dell’ordine antoniano e le case dell’elemosina dipendenti dalla casa madre con sede alla Motte Aux Bois nel Delfinato della Francia sul rapporto con la Chiesa Precettoriale di Sant’Antonio Abate di Ranverso dove il 1.095 nell’antico convento fu costruito un primo ospedale e case uso foresteria.
Pulpito Ranverso
Pulpito Chiesa di Ranverso 1690, opera isolata – ambito piemontese (fine sec. XVII).Catalogo generale dei Beni Culturali fino al 1917 trovava ancora collocazione nella navata centrale tra la seconda e la terza cappella a sinistra.
ipotesi
La strada della Sindone. Nel 1476 Jolanda di Savoia, moglie del duca Amedeo IX, il Beato, spesso raffigurato nell’atto di venerare la Sindone, attraversa le Alpi recando seco le reliquie della Cappella di Chambéry, e quindi verosimilmente anche la Sindone passò da Sant’Antonio di Ranverso dove sulla porta centrale del Pronao ingresso alla Chiesa venne inciso l’anno 1476. Relativamente agli spostamenti occorre sottolineare che non sempre è agevole determinare il percorso che la Sindone compie nei suoi vari viaggi, soprattutto sino al suo trasferimento definitivo a Torino.
Restauro del Polittico di Ranverso recuperati i colori nella loro integrità con lo stesso pigmento usato dal Maestro Defendente Ferrari , lo dobbiamo a Carlo Arpesani impegnato nel 1867 nel restauro del polittico di Sant’Antonio di Ranverso, l’unica opera documentata di Defendente giunta fino a noi (Curto 1981, p. 62)
