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Digi-to Ranverso torinovoli.Italo Ruffino e Arabella Cifani I “Cavalieri della Sindone” a Sant’Antonio di Ranverso Un libro sulla storia di Buttigliera a cura di Antonio Cravioglio
Nel 253 L’egiziano, alessandrino, Beobasso sarebbe giunto a Ventimiglia, dove avrebbe sposato Guitta (Gietta/Ghitta), dalla quale avrebbe avuto Antonio. Trasferita la famiglia ad Alessandria, si sarebbe sviluppata la storia dell’Abate “santo dei deserti”.
Immagine Tratta da:”Storia Ospedaliera Antoniana” di Italo Ruffino EFFATA Editore.Ventimiglia inoltre, nella cappella dedicata al protettore del casato, Sant’Antonio abate appunto, veniva gelosamente conservata la culla, dove la tradizione diceva fosse stato riposto il santo, quand’era infante.
Sozomeno così descrive il luogo natale di S. Antonio: Questi, nato da nobile casato era oriundo di Coma, che è un villaggio vicino ad Eraclea presso gli Arcadi. Anche Niceforo l’afferma quasi con le stesse parole. S. Atanasio: Antonio, nato da genitori nobili e religiosi, era oriundo dell’Egitto.
Il GEP 2020 sulla pagina degli eventi scrive 2 volte Ranverso con temi diversi:IL MONACO e le Giornate Europee
Ricettedicultura Ranverso torinovoli.Ersilio Teifreto ha segnalato alla Soprintendenza Beni Culturali di Torino la scoperta delle mura a Sant’Antonio di Ranverso la quale ha dato incarico al noto Archeologo Federico Barello di organizzare un sopralluogo per ufficializzare il ritrovamento.
Simona Brau racconta Ranverso
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Editoriale del Prof. Mauro Pecchenino I nonni, una realtà indimenticabile.
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