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Settembre 2012 BENI CULTURALI / PIEMONTE Sant’Antonio di Ranverso, un patrimonio da tutelare… Ne siamo sicuri?
Interno della Chiesa di Sant’Antonio Abate di Ranverso Classificazione foto Ersilio Teifreto.Luogo e data della ripresa: Buttigliera Alta- Rosta (TO), Italia, 01/01/1875 – 31/12/1899.
Cantiere RFI messa in sicurezza dei binari da frane proveniente dalla collinetta di Sant’Antonio di Ranverso.
Foto di storia e tradizione nel borgo speciale di Sant’Antonio Abate di Ranverso.
Foto antiche ingresso nella Chiesa di Sant’Antonio Abate di Ranverso.
Nel Pronao di Sant’Antonio di Ranverso si legge una data storica 1476 incisa sulla porta centrale della Chiesa che ricorda il passaggio della Sindone da Shambery a Torino nel periodo dell’Abate Jean de Montscenu.
Jean de Montchenu, cellerario (cioè amministratore) della Precettoria (abbazia) dal 1470 al 1497 (un suo omonimo aveva rivestito la medesima carica dal 1430 al 1458).
L’ultima grande sistemazione della Chiesa, avvenuta per opera di Jean de Montchenu, commendatario cellerario (cioè Abate ) dell’Abbazia dal 1470 al 1497 (un suo omonimo aveva rivestito la medesima carica dal 1430 al 1458). Jean de Montchenu, che fece apporre il suo stemma (un’aquila e altro simbolo staccato non più visibile forse una corona) all’interno della ghimberga centrale.
1/3/85 Sant’Antonio di Ranverso Chiese, Fabbricati e Beni. Originale 1466.14.Novembre 28 Lettere dell’Abbate Generale del Monastero de’ Padri di Sant’Antonio di Ranverso a favore del Celerario di detta 29 21 Casa D. Gioanni De Romagnano per riscuotere le pensioni ad essi dovute sulle Precettorie di Cremona, e Fossano.
Diocesi di Torino matrimoni nelle Chiese non Parrocchiali.
