Ottobre 17, 2017

Associazione amici cascina linterno Il soggiorno milanese del poeta Francesco Petrarca.O cameretta che già fosti un porto a le gravi tempeste mie diürne, fonte se’ or di lagrime nocturne, che ’l dí celate per vergogna porto

Associazione amici cascina linterno Il soggiorno milanese del poeta Francesco Petrarca.O cameretta che già fosti un porto a le gravi tempeste mie diürne, fonte se’ or di lagrime nocturne, che ’l dí celate per vergogna porto

 

O cameretta che già fosti un porto
a le gravi tempeste mie diürne,
fonte se’ or di lagrime nocturne,
che ’l dí celate per vergogna porto.

O letticciuol che requie eri et conforto
in tanti affanni, di che dogliose urne
ti bagna Amor, con quelle mani eburne,
solo ver ’me crudeli a sí gran torto!

Né pur il mio secreto e ’l mio riposo
fuggo, ma più me stesso e ’l mio pensero,
che, seguendol, talor levommi a volo;

e ’l vulgo a me nemico et odïoso
(chi ’l pensò mai?) per mio refugio chero:
tal paura ò di ritrovarmi solo.

O mia camera, che un tempo sei stata un rifugio sicuro dalle gravi angosce che provavo durante il giorno, ora durante la notte sei fonte di lacrime che il giorno cerco di nascondere per vergogna. O mio letto, che eri pace e conforto in tanti affanni, l'amore ti bagna con urne dolorose [con le mie lacrime] attraverso quelle mani di avorio [di Laura] che sono crudeli solo verso di me, così ingiustamente!

E io non fuggo solo il mio segreto e il mio riposo, ma soprattutto me stesso e il mio pensiero, mentre talvolta seguendolo mi sono alzato in volo [ho realizzato opere egregie];
e invece cerco quale mio rifugio il popolo a me ostile e odioso (chi l'avrebbe mai pensato?): è tale la mia paura di ritrovarmi solo. 

 

RISCOPRIRE UN INEDITO FRANCESCO PETRARCA
E LA MILANO DEI VISCONTI.
 

L'intensa e straordinaria vita di Francesco Petrarca è stata, da sempre, oggetto di puntuali e approfonditi studi; ancora in vita, il suo grande amico Giovanni Boccaccio gli dedicava una biografia; poi, per molti secoli sino ad oggi, si è sempre scritto ed esplorato la vita e l'arte di questo nostro padre della lingua italiana.
In particolare, a Milano il grande Poeta e umanista visse un lungo periodo nella cerchia dei Visconti: otto anni (1353-61) intensi e laboriosi nel pieno della sua maturità artistica e al centro della sua vicenda umana.
Questo suo importante percorso di vita ha avuto, finora, pagine spesso frammentarie e con molte zone d'ombra, se non contradditorie, specie nell'ultimo secolo.
Una lacuna grave per una metropoli come Milano, orfana delle proprie antiche origini e alla disperata ricerca di un'identità inghiottita dall'indifferenza e da scriteriati Piani urbanistici.
Il periodo milanese di Francesco Petrarca, se si analizza la bibliografia a lui dedicata, non ha quindi moltissimi studi; questo nostro lavoro si propone di colmare in parte questa lacuna, nella speranza di accendere l'interesse di altri studiosi su questo periodo che copre la maturità della sua vita, fecondo e ricco di eventi. Con la finalità di completare la biografia del Poeta, è nata l'idea di ricostruire pazientemente un'importante miscellanea, una raccolta di scritti di autori diversi che desse un quadro il più possibile esaustivo e poliedrico del periodo milanese di Petrarca. L'idea si è concretizzata in una complessa e faticosa stesura che ha impegnato i coautori per oltre un anno e che viene ora divulgata attraverso la stampa di un volume di 240 pagine nato dalla convergenza di intenti e dalla collaborazione di storiche realtà milanesi: l'associazione Amici Cascina Linterno, la fondazione Carlo Perini, la cooperativa G. Donati e la Certosa di Garegnano.
Per stabilire i limiti tra storia e mito, ai fini di una valutazione storica delle tesi proposte, si sono cercate conferme o smentite attraverso indagini geografiche e topografiche del territorio, oltre che, ovviamente, nella vasta bibliografia risalente sin dai contemporanei di Petrarca. In qualche caso, tale analisi ha portato a separare mito da storia e quindi a sintetizzare i contenuti che sono attendibili nella visione storica contemporanea, anche se non sempre riscontrabile con quella dell'epoca dei primi compilatori. Sono evidenziati rari documenti e riferimenti sepolti dalla patina del tempo, ma anche aspetti inediti, pur se incredibilmente attuali, di colui che viene considerato uno dei padri della Cultura occidentale. Riaffiora anche un affresco della Milano viscontea e del suo contado, con i bagliori e gli aspetti oscuri di questa nostra metropoli posta al centro dell'Europa. 

Il volume 'Petrarca a Milano, la vita, i luoghi e le opere' è stato coordinato nei contenuti da Roberto Gariboldi; nella grafica e nell'iconografia da Massimo de Rigo. Questa miscellanea consta di tre parti. La prima, curata dalla prof.ssa Angela Guarnieri, illustra la presenza di Petrarca alla Certosa di Garegnano, di cui vengono descritti il territorio dell'epoca e quello attuale; vengono analizzati gli antichi manoscritti della sua fondazione e messo in risalto diversi aspetti di alcune opere petrarchesche. La seconda parte, a cura dell'associazione Amici Cascina Linterno, è un compendio della Solitudine di Linterno petrarchesca negli incontri letterari e di studio dell'ultimo decennio. In questo settore sono stati riversati gli interventi più significativi, frutto dei numerosi convegni petrarcheschi tenuti a partire dal 1998, permettendo così di riunire in una sola pubblicazione quanto era disperso o non pubblicato. La terza parte, infine, comprende gli atti del Convegno "Il soggiorno milanese di Petrarca. Vita e opere agli albori dell'età moderna" svoltosi lo scorso 5 maggio a Palazzo Dugnani. 

In conclusione, quest'opera editoriale viene realizzata, seguendo le parole di Antonio Iosa, presidente della fondazione Carlo Perini, con lo scopo anche di far conoscere e valorizzare due realtà territoriali: la Certosa di Garegnano e Cascina Linterno che fanno parte del patrimonio dei beni artistici, monumentali e culturali presenti oltre le antiche mura cittadine, negli oltre cento quartieri della Città. Tesori preziosi appartenenti alla nostra "memoria colletiva" a cui vanno dedicate urgenti risorse per il loro recupero, prima che perdano definitivamente l'identità storica e culturale che li ha generati.

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