Novembre 19, 2023

AFOM Associazione Amici Fondazione Ordine del Mauriziano. Il piccolo edificio adibito ad ospedale, del quale si conserva ancora oggi la splendida facciata, venne costruito insieme alla Chiesa intorno al 1188, dai monaci antoniani su un terreno, donato da Umberto III di Savoia detto il Beato, che si trova lungo “la via Francigena”.

AFOM Associazione Amici Fondazione Ordine del Mauriziano. Il piccolo edificio adibito ad ospedale, del quale si conserva ancora oggi la splendida facciata, venne costruito insieme alla Chiesa intorno al 1188, dai monaci antoniani su un terreno, donato da Umberto III di Savoia detto il Beato, che si trova lungo “la via Francigena”.

Il piccolo edificio adibito ad ospedale, del quale si conserva ancora oggi la
splendida facciata, venne costruito insieme alla Chiesa intorno al 1188, dai
monaci antoniani su un terreno, donato da Umberto III di Savoia detto il
Beato, che si trova lungo “la via Francigena”.


Il piccolo edificio adibito ad ospedale, del quale si conserva ancora oggi la
splendida facciata, venne costruito insieme alla Chiesa intorno al 1188, dai
monaci antoniani su un terreno, donato da Umberto III di Savoia detto il
Beato, che si trova lungo “la via Francigena”.
Il fabbricato adibito alla pesa, posto sull’angolo dell’ospedale, si ritiene risalga alla
metà dell’Ottocento. Questa datazione viene definita probabile dall’architetto Gianfranco Gritella che ha curato gli ultimi restauri della Precettoria. Lo stesso fabbricato non presenta segni che testimonino interventi recenti di manutenzione, sia alle
murature sia al manto di copertura, sia agli elementi tecnici collocati all’interno che
costituiscono il sistema di pesatura, e che oggi sono coperti da uno spesso strato di
polvere e ragnatele, perché inutilizzati da parecchio tempo.
La parte perimetrale dell’immobile, su due lati, è stata probabilmente costruita sul
muro di cinta esistente, realizzato in mattoni e pietrame.
Sulla parte destra del portone della facciata dell’edificio riconosciuto come Ospedaletto degli Antoniani (che veniva utilizzato per la cura del “Fuoco di Sant’Antonio”
e in seguito anche per gli ammalati di lebbra) si nota il prolungamento di una trave
che fuoriesce dal muro terminale dell’edificio. Importanti lesene in mattoni supportano il peso e il lavoro della grossa trave a mensola per l’aggancio dei pesi, mentre
nella parte alta dell’edificio, le catene in ferro poste lungo i lati minori contrastano
la spinta delle falde del tetto a capanna.

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