Agosto 28, 2023

Ersilio Teifreto. Ho scoperto che il Beato Umberto III nel 1.188 era sposato con Beatrice Marchesa di Avigliana lei Volle gli Antoniani a Ranverso:   era figlia del Conte Gerardo I di Vienne he governava anche il territorio dove si trova la Casa Madre degli Antoniani nell’Isere della Francia. Fonte libro di Mauro Minola i Savoia la più antica dinastia Europea.TARANTASIA.

Ersilio Teifreto. Ho scoperto che il Beato Umberto III nel 1.188 era sposato con Beatrice Marchesa di Avigliana lei Volle gli Antoniani a Ranverso:   era figlia del Conte Gerardo I di Vienne he governava anche il territorio dove si trova la Casa Madre degli Antoniani nell’Isere della Francia. Fonte libro di Mauro Minola i Savoia la più antica dinastia Europea.TARANTASIA.

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Il padre Umberto II, morì giovane, lasciando erede il primogenito Amedeo ancora minorenne.
di Torino, protetti dall’imperatore Federico Barbarossa, non potevano che scontrarsi
con la politica della Casa Sabauda, diretta a limitare le autonomie feudali e comunali.
Nel corso di violenti contrasti giurisdizionali e territoriali che Umberto sostiene con il
vescovo di Belley, sant’Antelmo (1163-1173), questi giunse a scomunicarlo: egli
ricorse allora al papa Alessandro III e venne assolto. Si è anche parlato di una
pacificazione successiva.
Nei contrasti tra guelfi e ghibellini (che era lo spirito della Casa Savoia) cercò sempre
di compiere opera di mediazione, salvando l’im-peratore e facendosi mediatore tra
questi e la Lega Lombarda dopo la vittoria comunale di Legnano, senza mai dissociare
la sua causa da quella pontificia.
Mandò il suo amico arcivescovo san Pietro di Tarantasia presso l’imperatore a
Milano per dissuaderlo dalla distruzione della città. Appoggiò, tuttavia, l’imperatore
quando dovette venire a patti per passare il Moncenisio. La sconfitta tattica di Legnano
non ebbe per Federico effetti politici così gravi, grazie al beato Umberto.
Si alleò con Enrico II d’Inghilterra (1171), ostile al Barbarossa.
L’ostilità imperiale si dimostrò in pieno nella vertenza fra Umberto e il vescovo di
Torino, con l’aperto favore a quest’ultimo. Sfuggendo dal comparire davanti alla
giustizia imperiale, si ritirò nei suoi domini alpini, meglio difendibili.
La morte gli impedì di venire alle armi. Morì santamente ad Hautecombe, il 4 marzo
1188, dopo avere predetto giorno e ora della sua morte. Sulla sua tomba, richiesta
dalla pietà dei fedeli, subito fiorirono i miracoli.
Fu iscritto nel novero dei santi in tutti i menologi dei cistercensi.
Nel 1838 re Carlo Alberto ottenne dal papa Gegorio XVI l’approvazione del suo culto,
unito a quello tributato al nipote, il beato Bonifacio di Savoia, arcivescovo di
Canterbury.
La sua memoria è ricordata il 4 marzo ad Aosta e a Sarre, in diocesi di Aosta, e nel
Santuario della Madonna delle Grazie a Racconigi, in diocesi di Torino.

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