Ottobre 12, 2017

Capo santa maria di Leuca

Capo santa maria di Leuca

Presentazione Il Capo S. Maria di Leuca, territorio delimitato dalla linea che congiunge Otranto ad est, e Gallipoli ad ovest è, dal punto di vista del dialetto, un?isola linguistica con specificità proprie, molto differenti dalle altre isole linguistiche salentine. Il dialetto di questo territorio è stato definito “estremo”, come estremo è il dialetto della punta più meridionale della Calabria e della Sicilia. Estremo, in quanto sono state quasi impedite o quasi difese l?integrità e la conservazione della specificità dialettale più ancestrale, dalla presenza, a nord di quella linea ideale, dell?area grecanica, che si è comportata come una frontiera, impedendo la penetrazione di influssi e di forme dialettali e parole provenienti a nord di quella linea Otranto-Gallipoli. Possiamo genericamente affermare che la barriera grecanica ha consentito la conservazione di una forma di volgare, considerata diretta emanazione del volgare latino, anche se sono presenti molte sovrapposizioni di altre lingue, di origine barbarica, araba, spagnola, francese. Del dialetto si vanno pubblicando molti studi e ricerche, ed io non intendo rifare lo stesso percorso di tanti studiosi e ricercatori, molto più esperti di me in questo campo, ma voglio solamente ridurre la mia

Centrale di Padova. Per il Salento vennero designati il professor Mario D?Elia, docente di filologia romanza all?Università di Lecce e, il più volte ricordato, professor Oronzo Parlangèli. Lo studioso di Novoli aveva anche costituito, a

fianco del Comitato Regionale, l’Associazione linguistica Salentina, l’Associazione dei Comuni Messapici Peuceti e Dauni e la rivista di Studi Linguistici Salentini, tutte queste iniziative avevano lo scopo di far conoscere e di diffondere le problematiche linguistiche e storiche del Salento preromano e romano. L?Associazione Linguistica Salentina venne fondata dal Parlangèli presso la Cattedra di Filologia Romanza di Lecce. “Dopo la morte di lui, (la ricerca) resta impelagata per gelosia e calcoli meschini in una stasi veramente deplorevole, specie se si consideri la mole e l?importanza dei materiali già raccolti e attualmente sequestrati nell?Università di Bari in uno stanzino inaccessibile agli studiosi”.1 Il professore Mario D?Elia, dopo la morte di Parlangèli, insieme ad altri, decise di pubblicare Studi Linguistici Salentini, gli stessi si avvalsero del contributo della fonetica storica, dell?epigrafia, dell?onomastica antica e moderna, di autori e testi

dialettali, dei testi medioevali, del lessico etimologico, degli elementi greci e riguardanti la Grecìa Salentina, elementi albanesi e contributi riguardanti l?Albania Salentina, lingua e dialetto del Salento.

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