📄 TESTO 2: IL GEMELLAGGIO STORICO NOVOLI – TRICARICO Nel segno della storica traslazione della reliquia del 1924 e del “Fuoco Buono
📄 TESTO 2: IL GEMELLAGGIO STORICO NOVOLI – TRICARICO Nel segno della storica traslazione della reliquia del 1924 e del “Fuoco Buono
📄 TESTO 2: IL GEMELLAGGIO STORICO NOVOLI – TRICARICO
Nel segno della storica traslazione della reliquia del 1924 e del “Fuoco Buono”
NOVOLI. Il legame storico e antropologico tra Novoli (Lecce) e Tricarico (Matera) è un patrimonio indissolubile che affonda le sue radici nella comune e profonda devozione a Sant’Antonio Abate, il “guardiano del fuoco”. Un asse culturale che unisce la monumentalità della Fòcara salentina – capolavoro di ingegneria contadina edificato manualmente con i tralci di vite – alle tradizioni arcaiche delle maschere antropomorfe della transumanza lucana.
La cronaca di questa fratellanza è scandita da date e documenti precisi. Le ricerche d’archivio e i bollettini storici parrocchiali del 1949 documentano che nell’inverno del 1924, durante una missione sacra nella Diocesi di Tricarico, una delegazione di sacerdoti salentini scoprì che nella Cattedrale lucana erano custodite due ricchissime urne d’argento contenenti le spoglie di San Potito Martire e di Sant’Antonio Abate. La comunità salentina, profondamente legata al Santo eremita fin dal XVII secolo, formulò immediatamente una solenne supplica indirizzata a Sua Eccellenza Mons. Delle Nocche, Vescovo di Tricarico, per poterne ottenere una parte.
Il dono fu concesso: il 27 luglio 1924, sotto l’egida e per mano di Monsignor Trama, Vescovo di Lecce, la reliquia ex-ossibus, collocata in un cofanetto di cristallo munito di autentica firmata e suggellata, giunse trionfalmente a Novoli, accolta da una folla oceanica rimasta impressa nelle storiche lastre fotografiche della Puglia Digital Library.
A testimonianza della continuità vivente di questa traccia, nel gennaio del 2020 la Basilica di Tricarico ha solennemente rievocato l’evento del 1924 durante la messa celebrata dal Vescovo Mons. Giovanni Intini, alla presenza delle massime autorità civili e militari.
Questo storico gemellaggio d’origine unisce le due comunità intorno ai grandi riti invernali: da un lato l’accensione della monumentale Fòcara di Novoli (alta 28 metri, eretta interamente a mano e senza l’ausilio di mezzi meccanici, capace di attirare oltre 250.000 persone), dall’altro il Carnevale tradizionale di Tricarico, i cui cortei di maschere di tori e vacche compiono tre giri purificatori intorno al tempio di Sant’Antonio, riproducendo lo stesso rito praticato fin dall’Ottocento dai Monaci del Tau della Chiesa Badiale di S. Antonio di Vienna. Un’unione di storia locale e fede cristiana che mette in movimento i territori sulla strada della comune eredità culturale.
