Settembre 1, 2026

🏛️ SEGNALAZIONE CULTURALE E MANIFESTO DI TRACCIOLOGIA TERRITORIALE

🏛️ SEGNALAZIONE CULTURALE E MANIFESTO DI TRACCIOLOGIA TERRITORIALE

🏛️ SEGNALAZIONE CULTURALE E MANIFESTO DI TRACCIOLOGIA TERRITORIALE
Ai Signori Sindaci e ai Consiglieri Comunali dei Comuni di:
Buttigliera Alta e Rosta
E, per conoscenza e collaborazione, ai Presidenti delle:
Pro Loco di Buttigliera Alta
Pro Loco di Rosta
Agli Organi di Stampa Locale
Oggetto: Segnalazione culturale di un custode del territorio per la valorizzazione identitaria e comunitaria della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.

Gentili Sindaci, Spettabili Presidenti delle Pro Loco,
I sottoscritti cittadini si rivolgono a Voi in quanto massimi rappresentanti delle nostre comunità e primi interlocutori a difesa della storia locale. La presente segnalazione è promossa e coordinata da Ersilio Teifreto, in qualità di portavoce del gruppo ADA (Amici degli Antoniani). Il promotore è figura da Voi ben conosciuta e già insignita di targhe e benemerenze ufficiali al merito culturale da codeste Amministrazioni, nonché del prestigioso riconoscimento dell’Associazione Internazionale Regina Elena conferitogli proprio all’interno della Chiesa della Precettoria.
L’azione del gruppo ADA si muove nel solco della “Tracciologia”: lo studio attento, scientifico e partecipe volto a individuare, decodificare e proteggere le impronte storiche, artistiche e umane lasciate nel paesaggio. Consideriamo i cambiamenti gestionali in atto come passaggi giusti e necessari alla conservazione materiale delle mura e dei beni storici di Ranverso, e desideriamo condividere con Voi una costruttiva riflessione sul futuro del comparto.
PREMESSA CULTURALE: LO SPIRITO SEGUSANTÒNICO
Questa iniziativa nasce da una radice profonda che definiamo “Spirito Segusantònico”. Questo concetto rappresenta la sintesi indissolubile tra la storia antica della grande Valle di Susa (Segusium) e la vocazione millenaria all’accoglienza, alla cura e alla sacralità dell’Ordine degli Antoniani. Lo spirito segusantònico è la lente culturale con cui guardiamo alla nostra terra, custodendo i colori del gotico e la dignità dei nostri borghi per tramandarli intatti alle future generazioni.
I NOSTRI RINGRAZIAMENTI E IL CONCETTO DI ADATTAMENTO
Come gruppo di cittadini ADA, sentiamo il dovere morale di espresso un sincero ringraziamento a tutte le realtà istituzionali, scientifiche e religiose che in questi anni hanno operato per la tutela del complesso, consentendoci ancora oggi di visitar la Chiesa come luogo di culto e di memoria.
Ringraziamo sentitamente la Fondazione, la Soprintendenza (SABAP), Camera, Senato, il Comitato di Vigilanza e la Diocesi, le cui azioni e competenze hanno permesso di intercettare i 5 milioni di euro della Regione Piemonte. Apprezziamo e ringraziamo in modo particolare la Fondazione che, all’interno del proprio portale ufficiale letto e consultato in tutto il mondo, sceglie di far convivere in perfetta armonia i due termini, riportando e valorizzando per ben quattro volte la denominazione storica di “Abbazia” nel raccontare la storia della Precettoria.
Come custodi del territorio, ci siamo consapevolmente adattati a questi mutamenti normativi e gestionali, riconoscendoli come giusti, legittimi e primi custodi necessari per fermare il degrado e garantire la conservazione fisica delle mura e dei beni storici di Ranverso. Gli attuali restauri del recinto dell’Ospedale e della Cascina Bassa monumentale indicano una reale luce nel tunnel. Grazie al lavoro della presidenza, l’apertura del futuro “corridoio degli stemmi” e la valorizzazione della collinetta costituiscono traguardi straordinari per la nostra cultura.
LA CONVERGENZA DELLA SCIENZA E DEL CATALOGO: L’ABBAZIA NEL FUTURO
La correttezza della nostra visione trova una sanzione scientifica definitiva nei pilastri della catalogazione e della ricerca del nostro Stato, dove l’anima della Precettoria e quella dell’Abbazia convivono in perfetta armonia:
  • Il Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura, nei suoi inventari storici curati dagli archivi della SABAP, registra formalmente le strutture in muratura e mattoni disposte intorno alla corte come «Abbazia di S. Antonio di Ranverso, Convento» e «Abbazia di S. Antonio di Ranverso, Cascina bassa».
  • Il portale documentale Piemonte Sacro, per la costante opera di valorizzazione storico-religiosa sul turismo della fede, intitola e codifica permanentemente le sue schede come «Abbazia Sant’Antonio di Ranverso».
Questa totale convergenza tra la Soprintendenza, il Ministero e le guide storiche regionali specchia fedelmente l’antico mandato impresso sulla targa in legno posta da tempi remoti all’ingresso della Chiesa: «Ordine dei S.S Maurizio e Lazzaro custodi dell’Abbazia». L’uso del termine “Abbazia” e l’ideale della Custodia sono elementi stabili riconosciuti dalle istituzioni, che superano i mutamenti formali delle sigle.
Accanto a loro, ringraziamo gli enti che continuano a valorizzare questa memoria:
  • Il FAI (Fondo Ambiente Italiano), per l’opera costante di sensibilizzazione.
  • L’Istituto della Enciclopedia Italiana TRECCANI, per la tutela del valore dell’arte jacqueriana.
  • La realtà culturale TorinoVoli, al fianco della memoria storica del territorio.
L’OGGETTO DELLA NOSTRA SEGNALAZIONE: IL DESTINO DELLA COLLINETTA RURALE
Mentre guardiamo con entusiasmo ai cantieri della pianura monumentale, desideriamo porre l’attenzione sulla parte rurale delle cascine che sorgono sulla collinetta, attualmente non incluse nei piani di intervento.
Su quelle cascine storiche corre un vincolo monumentale totale: lì non si può abbattere e non si può costruire. Questo vincolo rappresenta il vero scrigno storico del borgo. Per salvare quelle rovine dalla culla del tempo serve una nobile missione senza scopo di lucro, mossa solo dall’amore per questo luogo e dal rispetto per l’antica vocazione assistenziale degli ospedalieri Antoniani. Riteniamo che la strada maestra sia l’intercettazione di grandi magnati illuminati e fondazioni filantropiche internazionali disposti a investire a fondo perduto per la salvezza dell’integrità rurale di Ranverso, accettando i rigidi vincoli conservativi esistenti.
Ci rivolgiamo a Voi, Sindaci e Pro Loco del territorio, offrendo la piena disponibilità del gruppo ADA (Amici degli Antoniani) al fine di offrire la nostra memoria storica per collaborare insieme su questi punti propositivi:
  1. Supportare le istituzioni nella ricerca e nella sensibilizzazione di mecenati e fondazioni no-profit interessati ad accogliere la sfida del restauro conservativo delle cascine sulla collinetta.
  2. Offrire la nostra memoria storica per collaborare attivamente alla futura vita del “Museo delle Tradizioni Agricole” nella Cascina Bassa, affinché custodisca le radici contadine del nostro territorio.
  3. Collaborare con i Comuni e le due Pro Loco per favorire l’utilizzo degli spiazzi comuni e del futuro mercato coperto sotto la grande tettoia, mantenendo viva la storica funzione di Ranverso come piazza dell’accoglienza e fulcro del cammino della Via Francigena.
Ranverso ha attraversato i secoli grazie alla pietra, ai suoi colori e alle persone che lo amano. Confidiamo nella Vostra consuetudinaria sensibilità e nella stima che avete sempre tributato al promotore affinché la voce, lo spirito segusantònico e le tracce storiche della nostra terra continuino a essere valorizzati in piena armonia.
Con osservanza e spirito di collaborazione,
I Cittadini e i Membri di ADA – Amici degli Antoniani (Gruppo Spontaneo di Custodi)
Il Portavoce e Coordinatore:
Ersilio Teifreto
(Tracciologo e custode del territorio, già insignito di benemerenze ufficiali al merito culturale dai Comuni di Buttigliera Alta e Rosta, e del riconoscimento dell’Associazione Internazionale Regina Elena espresso all’interno della Chiesa di Ranverso)

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